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La denominazione Ciuco Ritto nasce dallo studio della simbologia dell’asino nel medioevo. L’asino, in Toscana ciuco, è un simbolo iconografico che attraversa tutta la storia medievale.

L’iconografia più rappresentativa è quella dell’asino con la lira, riportata nella favola di Boezio. Un asino vede una lira abbandonata in un prato e cerca di suonarla con gli zoccoli. Presto si rende conto della sua ignoranza e incompetenza, ammettendo che qualcuno più istruito di lui saprebbe suonarla meglio. La favola implica una lezione morale di stampo cristiano, che vuol mettere in guardia contro l’orgoglio.

È proprio in questa metafora di ostinazione e allo stesso tempo umiltà che l’associazione culturale Il Ciuco Ritto vuole collocare il suo operato.

Un ciuco ritto sulle zampe posteriori, in posizione innaturale, ma di apprezzabile sforzo, che cerca di padroneggiare uno strumento a lui sconosciuto. Probabilmente il ciuco dovrà esercitarsi più e più volte prima di riuscire, ma non perderà mai la passione necessaria a perseverare.

Il Medioevo è il periodo in cui si attesta l’ambivalenza della simbologia dell’asino.

I significati positivi derivano dalla tradizione precristiana e associano l’asino alla cavalcatura del dio Dioniso. L’asino è anche la cavalcatura di Gesù nell’episodio dell’ingresso a Gerusalemme la Domenica delle Palme.

La valenza negativa viene aggiunta nel medioevo e vede l’animale come simbolo dell’ignoranza (che è anche considerata la scarsa predisposizione alla fede), della pigrizia, della testardaggine e della lascivia.

Nella tradizione popolare l’ambivalenza della figura del ciuco si conservò anche dopo l’avvento del cristianesimo. Testimonianza decisiva ne sono i carnevali degli asini, riti di rovesciamento provvisorio dei valori nei quali l’asino veniva abbigliato da re o da vescovo ed onorato, prima di venire bastonato, scorticato o semplicemente restituito al duro lavoro quotidiano.

Questi segni, secondo molti storici conservano la memoria dell’ambiguo rapporto tra l’asino e Cristo, entrambi figure regali ed entrambi vittime della crudeltà dell’uomo.

L’uomo ha sempre attribuito alle altre creature valenze positive o negative a seconda delle sue credenze, del contesto sociale e del periodo storico. Mai nessuna figura però fu così contrastata nel medioevo come quella dell’asino.