Ci sono giochi che stupiscono per il sistema di regole, altri che stupiscono per l’ambientazione. Memento Mori stupisce per una premessa: stai per morire. I tuoi giorni sono giunti al termine, non avrai altre possibilità, ma forse, forse, un’ultima avventura potrai viverla.
Memento Mori è un Gioco di Ruolo italiano scritto da Andrea Felicioni e Marco Bucci,nel quale si devono interpretare gli Erranti, uomini o donne infettati dalla peste e che sanno per certo che non ne sopravviveranno. Il Gioco è ambientato durante la pestilenza del 1348 in Europa, quella per intenderci che si espanse a macchia d’olio in tutto il Continente senza alcuna possibilità di essere arginata e che costò la vita a circa 50 milioni di esseri umani. Gli erranti che saranno interpretati appartengono a quella schiera.

Potrai sopravvivere ancora per qualche mese, magari meno. Allora ti viene in mente un Sogno, e non un Sogno a caso: ti viene in mente proprio quel Sogno lì, quello che hai sempre avuto, quello che a volte non hai ammesso nemmeno a te stesso. Ma adesso cosa hai da perdere?

Più la morte si avvicina e più gli Erranti sono in grado di comunicare con l’Oltre il Velo. La realtà come la conosciamo è avvolta da un Velo che ci oscura tutto ciò che è sovrannaturale e terribile. Tutto quello che l’uomo ha sempre temuto, o che ha usato per spaventare, si nasconde in questa dimensione parallela alla nostra. Nel manuale è specificata dettagliatamente la gerarchia dell’Oltre il Velo, fatta di orrendi demoni in forma di bambini deformi che comandano schiere di abomini tremendi. Ma è anche specificata la geografia di quello che si può trovare, il clima che si deve affrontare e le vie che è meglio non percorrere. Sì perché il Velo si può squarciare e sono proprio gli Erranti i candidati perfetti per entrare in contatto col nostro Mondo. Ecco allora che magari uno di questi demoni ha bisogno di un favore e da parte sua potrebbe dare una mano per la realizzazione di quel Sogno lì che ormai non ha più senso nascondere.

Per questo genere di avventure disumane occorre un sistema che sia in grado di supportare qualsiasi tipo di aberrazione. Allora un personaggio avrà 4 caratteristiche: i nervi, il cerebro, il cuore e le viscere. Che si possono leggere come l’istinto, la ragione, la bontà e la malvagità. Anche se la distinzione non è così netta. Le viscere si useranno quando ci sarà da fare qualcosa di terribile, ma non per forza malvagio. Di fronte alla peste poi che sta decimando la razza umana, ha ancora senso la morale? Ogni prova di cuore risponde affermativamente a questa domanda.

Giacomo Viti