Dura la vita in fiera, ma qualcuno dovrà pur prendersi la briga di provare decine di giochi, e quest’anno di giochi ne abbiamo provati davvero un catino. Quindi, in ordine cronologico:

 

  • Bloodborne

Il primo gioco che abbiamo provato è stato Bloodborne, un gioco di carte collaborativo dove alla fine però a vincere sarà un solo giocatore. La trama è semplice: distruggere tutti quelli che si parano di fronte al party per farsi strada fino al boss di livello. Le meccaniche riprendono il famoso videogioco a cui si ispira e l’insieme di regole fila abbastanza liscio. Il motto è collaborare mettendo in difficoltà il più possibile i tuoi compagni, magari infliggendo loro danno o non facendogli prendere le ricompense per l’uccisione della bestia di turno.

PENSIERO FINALE: Il gioco è rapido e divertente, magari un po’ troppo costoso (39,98€).

 

  • Una storia di Pirati

Una Storia di Pirati possiede una tra le meccaniche più curiose che abbiamo avuto modo di sperimentare. Ogni personaggio infatti è rappresentato da una clessidra, ovvero il giocatore diventa il tempo stesso. In una plancia formata da una nave tridimensionale bucherellata, ogni personaggio ha un ruolo ogni turno diverso e ha un tempo molto limitato per decidere il da farsi: riparare la nave, issare la vela, caricare il cannone, sparare col cannone, manovrare il timone o stare di vedetta. Ognuno di questi ruoli è fondamentale e l’affiatamento dei giocatori sarà necessario per terminare le missioni che via via si succederanno. Degna di nota anche l’applicazione che permette di snellire l’allestimento della plancia e dare quel tocco di casualità che solo il mare può regalare.

PENSIERO FINALE: Da provare anche solo per mettere alla prova l’affiatamento del gruppo: collaborazione al suo massimo.

 

  • Minute Realms

Minute Realms è bello, talmente bello che l’abbiamo comprato subito. Sarà presente in Taverna e a breve avrà una recensione tutta per sé. Bravo Minute Realms.

 

  • This War of Mine

Altro gioco ispirato a un fortunato videogioco, This War of Mine cerca di ricreare le atmosfere cupe di una guerra civile che (stranamente) non è stata rapida come in molti si aspettavano. Il magro gruppo di sopravvissuti quindi dovrà andare in cerca di risorse, rinforzare le difese, creare infrastrutture, e fare i conti con fame, tristezza e ferite. Si tratta di un collaborativo molto particolare dato che ogni giocatore controlla, seguendo il turno, personaggi sempre diversi. Tutti quindi intorno al tavolo partecipano allo straziante e drammatico destino dei sopravvissuti. Il gioco ha tantissimi spunti narrativi e ogni sessione risulterà assolutamente diversa dalla precedente. Personalmente credo che l’angoscia del videogioco sia stata rispettata se non addirittura resa più intensa. Con l’atmosfera giusta e la colonna sonora giusta, fornita dall’applicazione dedicata, può davvero diventare un’esperienza emotiva più che un gioco da tavolo.

PENSIERO FINALE: potrebbe ricordare Dead of Winter, ma la parte narrativa è ancora più presente, talmente presente e rilevante che penso possa sfuggire a diventare un gioco meccanico e ripetitivo.

Giacomo Viti